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Michele Cecchini

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6
Maggio
19:00
Michele Cecchini
VIRUSLIBRO INCONTRA LEGGENDA: Michele Cecchini

Incontro con Michele Cecchini, autore di “E questo è niente” Bollati Boringhieri, 2021.
La mia vita è rimasta a metà e quel momento è diventato per sempre.
La scrittura di Michele Cecchini, lieve e insieme cruda, invita a entrare con coraggio nei pensieri e nell'universo di chi non ha voce. Una fiaba senza fiabesco, dal tono mai patetico e a tratti scanzonato. L’esistenza raccontata da un bambino che non ha alcuna intenzione di rinunciare alla felicità e si lascia «amare dalla vita come viene viene».
Per adulti

Michele

Cecchini

Michele Cecchini è nato a Lucca nel 1972. Si è laureato in Lettere all’Università di Pisa con una tesi su Leopardi e la luna. Insegna materie letterarie in una scuola superiore di Livorno, dove vive. Sempre per Bollati Boringhieri nel 2019 ha pubblicato il romanzo Il cielo per ultimo.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Per adulti
E questo è niente, Bollati Boringhieri, 2021.
Il cielo per ultimo, Bollati Boringhieri, 2019.
Per il bene che ti voglio, Erasmo, 2015.

Libro in evidenza

Michele Cecchini

E questo è niente - Bollati Boringhieri, 2021

La mia vita è rimasta a metà e quel momento è diventato per sempre.

È una strana forma di letargia quella che coglie all'improvviso gli abitanti di via Cadorna, dove i più anziani sprofondano a turno in un sonno che dura ventiquattr’ore e poi svanisce senza lasciare traccia. Qui, in un piccolo borgo della campagna fiorentina alla metà degli anni Sessanta, vive Giulio, il nipote del dottore del paese. Giulio ha sedici anni e ne dimostra la metà. Non si muove e non parla. Si definisce «un coso che ha due braccia e due gambe, ma non funziona nulla». È tetraplegico. Immobile nel suo lettino, Giulio osserva, rielabora gli scampoli di vita che gli capitano a tiro, intercetta parole e reinventa l'esistenza a modo suo. Insieme alle ipotesi che via via si dipanano sui motivi della letargia, Giulio racconta di sé e della sua famiglia – il nonno autoritario, il padre indolente, la madre a caccia di sogni – da cui emerge un quadro strampalato dei normali, «gli esseri più misteriosi e più scontenti di tutti», messi straordinariamente a fuoco da chi normale non è, anzi si vede affibbiato l’epiteto di infelice. Improvvisamente per Giulio si apriranno le porte di un mondo nuovo e inaspettato grazie a uno dei medici che giravano per i paesi alla ricerca dei piccoli pazienti invisibili: un dottore alla rovescia ispirato alla figura di Adriano Milani, fratello di don Lorenzo, che a lungo si batté perché la sanità restituisse a questi bambini dignità di persona. La scrittura di Michele Cecchini, lieve e insieme cruda, invita a entrare con coraggio nei pensieri e nell'universo di chi non ha voce. Una fiaba senza fiabesco, dal tono mai patetico e a tratti scanzonato. L’esistenza raccontata da un bambino che non ha alcuna intenzione di rinunciare alla felicità e si lascia «amare dalla vita come viene viene».